Proposta di abolizione degli enti intermedi

Con riferimento alla proposta di Legge regionale presentata da due Presidenti delle Provincie del Veneto (Degani e Miozzi), che prevederebbe fra l’altro l’abolizione dei CSV del Veneto, il Coordinamento del volontariato polesano chiarisce quanto segue.

1. I Centri di servizio per il volontariato sono stati istituiti con una legge nazionale (L. 266/91), promulgata all’unanimità da entrambi i rami del Parlamento, pertanto non possono essere “soppressi” con una legge regionale.
2. Associare la natura giuridica dei CSV ad enti intermedi della Pubblica Amministrazione è un grave errore formale.
3. I Consigli direttivi dei CSV nel Veneto sono composti da sette persone. Sei sono democraticamente eletti dalle Organizzazioni di volontariato ed uno è nominato dalle Fondazioni di origine bancaria da cui derivano i fondi a favore delle Associazioni. Tutti i componenti degli organi sociali ricoprono la loro carica e svolgono le loro attività a titolo completamente gratuito.

Per brevità, senza entrare in questa sede sull’utilità delle attività, dei progetti e dei servizi dei Centri a sostegno del volontariato, esprimiamo la profonda sorpresa per una proposta che denota innanzitutto una scarsa conoscenza delle competenze e dei processi legislativi. Il presidente del Csv di Rovigo, Vani Franceschi, esprime inoltre il rammarico per la confusione che l’attuale fase sociale ed economica in atto sta generando in chi è deputato a governare e guidare i processi politici e decisionali locali.

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Rassegna stampa:

Una legge regionale per abolire 109 enti intermedi (La Voce di Rovigo, 16 settembre 2011)

Riduzione degli enti intermedi, la proposta di Miozzi e Degani (Corriere di Verona, 16 settembre 2011)

“Così si eliminano 657 poltrone” (Il Gazzettino, 16 settembre 2011)