Contro il disagio occorre fare rete

remo agnoletto“Lo sgombero delle persone che occupavano l’ex ospedale di Rovigo poteva essere condotto con altre modalità ed evitare di lasciare un’intera famiglia, compresa una ragazza minorenne, sulla strada”.
Interviene sullo sgombero avvenuto lunedì al padiglione Camerini, Remo Agnoletto, presidente dell’associazione Polesine Solidale, l’organizzazione che coordina 162 associazioni di volontariato della provincia di Rovigo, tra cui molte realtà attive a sostegno di senza fissa dimora ed emarginati. L’intervento di Remo Agnoletto è in una lettera inviata al sindaco di Rovigo, all’assessore comunale alle Politiche sociali, al comando della Polizia Municipale e alla Questura di Rovigo.“Dai giornali – dice il presidente di Polesine Solidale – apprendiamo che l’Amministrazione, ed in particolare l’assessorato ai servizi sociali, non erano al corrente dell’operazione e non è stato avviato alcun percorso per una soluzione rispettosa della dignità delle persone coinvolte. La presenza di persone senza fissa dimora, come in tutte le città, è senza dubbio un problema. I “blitz”, tuttavia, non risolvono alcunché”.

“La situazione era nota, come testimoniano gli articoli apparsi sulla stampa negli ultimi mesi – continua la lettera -. C’era il tempo per progettare una soluzione rispettosa della legalità quanto dei principi di accoglienza, giustizia e dignità delle persone. Sono i valori che accomunano la larga maggioranza dei cittadini. Il Comune avrebbe potuto confrontarsi con la rete delle associazioni ed individuare una soluzione, anche temporanea”.

La rete tra Comune e associazioni per gli interventi verso i senza fissa dimora esiste già. L’anno scorso uno dei frutti del lavoro di rete è stata la realizzazione di una mappa dei servizi per le persone in condizioni di disagio, che raccoglie tutti i riferimenti utili a cui rivolgersi per dare risposte a queste situazioni, nata in collaborazione con il Centro di servizio per il volontariato di Rovigo.

Agnoletto rileva inoltre l’amara “ironia della sorte”, per cui “la notizia dello sgombero è apparsa sui giornali nello stesso giorno in cui il Comune presenta il programma di iniziative con le associazioni sul tema dei rifugiati. Ben poca accoglienza è stata riservata alle famiglie straniere sgomberate, abbandonate a se stesse e senza alcun mezzo di sostentamento, dopo aver vissuto per troppo tempo in condizioni indecorose”.

Conclude Agnoletto: “Le emergenze sociali, particolarmente acuite dalla crisi economica, non possono essere risolte con il solo intervento delle forze dell’ordine, ma devono essere affrontate con un lavoro di rete tra Enti, Istituzioni e Associazioni del territorio, per garantire prima di tutto il rispetto delle persone, qualsiasi sia il loro paese di provenienza e la loro condizione sociale. Poiché in città permangono situazioni di criticità, chiediamo che l’Amministrazione e le Istituzioni preposte mettano a punto un protocollo d’intervento per situazioni di emergenza affinché situazioni analoghe non debbano ripetersi in futuro”.

Allegati:
– Lettera (formato .pdf)